Passa ai contenuti principali
Tornati a Roma.Nella valigia abbiamo messo anche sacchetti di ricordi ed emozioni che abbiamo vissuto in ogni luogo dove siamo stati, anche a Milano, nonostante tutto. Di Cologno ed Ivrea ci rimane la partecipazione intensa e sincera delle persone che hanno camminato con noi, che ci sono venute a trovare e che hanno lasciato un segno indelebile, oltre che sul nostro diario, anche nei nostri ricordi.Davvero grazie per l'ospitalità, per la cortesia e la disponibilità.Rincontrarvi è anche un nostro desiderio fortissimo. L'ho già scritto altrove, ma è il caso di ripeterlo, attività come la nostra, come Agave, vivono e camminano solo grazie alla vostra partecipazione e al vostro entusiasmo, siete il nostro ossigeno. Vi abbracciamo forte, come sapete che sappiamo fare... Agave è il primo di tre spettacoli sull'universo inesplorato dei nostri sensi, il secondo capitolo andrà in scena a Giugno a Roma ed il terzo il prossimo anno, ecco, volevo solo dirvi che queste giornate hanno contribuito a creare un altro pezzo di "Cecilia", forse potrebbe farvi piacere.


"voglio solo continuare a viaggiare sempre nella tua direzione.Tutto qui. Affrontare la vita con la sicurezza delle tue parole accanto. 
Ascolto la musica che nasce dal tuo corpo, che vive e vibra attraverso te.Concavi echi per suoni convessi, la voce invade il tuo suono, dolce e disperato. Fuori la pioggia accorda le sue gocce." (frammento di "Cecilia", il terzo di tre.)

Commenti

Post popolari in questo blog

Berenice: Capitolo Primo

Berenice ha capito che la vita è un puzzle. Complicato, se lo vedi nel suo insieme, con i suoi tanti, tantissimi tasselli, fino a sembrarti troppo difficile da affrontare, da risolvere, ma se ti fermi, se non ti fai ingannare dalla visione olistica della tua esistenza, allora la vedi. La soluzione è lì, proprio dentro alla paura. Proprio nel dubbio, nell’attesa. Uno alla volta, con pazienza, senza fretta. Hai una scatola di pezzi, guardali. Viste singolarmente, queste porzioni di vita non fanno paura, anzi sono così fragili, così insignificanti nella loro solitudine. Hanno un disperato bisogno del pezzo accanto, dell’altro, del vicino, del proprio simile, per avere un senso, per avere una direzione, un significato. Ognuno differente dall’altro, ogni pezzo con le proprie caratteristiche, con il proprio disegno stampato sulla schiena, con il proprio destino legato, incastrato all’altro. Nell’attesa dell’altro. L’altro, sì differente, ma nello stesso tempo così simile e con la stessa fina...

AGAVE A ROMA 2020 AL CENTRO ARTEMIA

MANIFESTO PROGRAMMATICO

MANIFESTO PROGRAMMATICO DI FITZCARRALDO TEATRO Tutto è stato scritto, detto, letto, recitato, visto, raccontato e commentato. Il teatro ha margini di libertà, creatività e movimento solo entro confini nuovi. Il teatro non pu ò (aldilà del denaro impiegato) raggiungere l’irreale, l’invisibile, l’astratto della pittura o del cinema. Per questo il nostro teatro è quello “mai visto”, quello che lo spettatore crea da solo, immaginandolo, evocandolo attraverso i ricordi e le suggestioni, la riscoperta dei propri sensi e l'associazione di immagini e suoni; stimoli silenziosi e impercettibili che il contesto, creato dalla regia e dagli attori, fornisce. Come ciechi, i nostri spettatori vedono e vivono il loro personale teatro, riappropiandosi della propria identità di fruitori dell’arte, la quale, per definizione, rende visibile ci ò che non lo è. L’ ultima frontiera della libertà è l’onirico, il recupero e le nuove associazioni dei ricordi; è in questo territorio che ci m...