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LA LIBERTA' MUORE CON CALMA, NEL FRATTEMPO RESISTO

Siamo stati a Thiesi; Sassari; Pozzomaggiore e nello splendido monastero di San Pietro di Sorres. Nell'ultimo mese abbiamo viaggiato parecchio, conosciuto e abbracciato molte persone. Rinnovato quel patto segreto e condiviso che ci vuole ancora capaci di convivere civilmente, seguendo bellezza e armonia. A tutte queste persone incontrate e salutate troppo presto va il nostro grazie più sincero; "ci rivedremo presto" è un imperativo dell'anima, più che una promessa.
Ho una manciata di idee, un sogno prepotente e una scatola ancora da aprire. Ho ancora energia e continuo a credere che sia possibile cambiare la realtà, se questa non piace e non la si sente propria. Sprechiamo tempo a criticare ciò che altri fanno e a giudicare male ciò che, altri ancora, non fanno, tralasciando sempre l’ipotesi che noi siamo “l’altro che fa o non fa”. Basterebbe attivarsi, fare ciascuno il proprio, per essere, almeno parzialmente, a posto con la coscienza di abitante del mondo, smettendo di pontificare al vento parole che non possono che perdersi. Tutte le volte che mi trovo a raccontare storie, a metterle in scena, inciampo sempre su uno stessa tema: come sarebbe stata la mia vita se tutta una serie di piccoli e grandi dettagli non avessero deviato il corso degli eventi fino a farle prendere questa strada. Quella che percorro ora. Il caso è determinante e questa vita vorrei poterla meritare. C’è chi è convinto di potersi salvare, scappando da una vita piena di macerie, ingannato da una società fasulla, cinica e moralista, sempre pronta a giudicare e violentare i sentimenti più puri; c’è chi per fuggire crea altre realtà dove (con)vivere, altre figure, altre ombre, più dolci e invisibili. Nei miei lavori non scruto nessuno, al limite me stesso, non guardo il mondo attraverso buchi di serrature, io sono semplicemente già lì, dentro il labirinto, con loro, con le anime anonime, silenziose, quelle che brillano solo quando sono spente e fuori dal coro e che sono tante, troppe, la maggioranza che nessuno ascolta, che nella realtà dei fatti è tutt'altro che marginale, anzi, è il vero centro del mondo. E sono lì con i miei collaboratori, presenze preziose oltre la benda, dove solo sensibilità ed empatia muovono i nostri entusiasmi: a loro il mio grazie più profondo.
Nel nostro labirinto abitano anche le solitudini, il sentimento di rivalsa, i perdenti, l'amore, la follia, la sconfitta, il groviglio di una matassa di emozioni che non si sa più pronunciare… Fino ad un risultato che, anche se non è mai definitivo, è sempre la fusione inaspettata di una valanga di buone ragioni per viverlo. Il nostro percorso sta girando per L’Isola e porta con sé tutto questo e apre a chiunque abbia voglia di abitare un po’ con noi nel nostro spazio, per condividere fantasia e dare un significato alternativo alla vita quotidiana.
I vostri commenti a fine spettacolo, congelati nei nostri diari, sono preziosi e rappresentano, tanto sono veri e meravigliosi, un ulteriore spettacolo al termine del nostro.

Continuiamo a cercarvi, continuate a seguirci: ci troveremo nel labirinto dove, se lo immagini, allora è vero ed esisterà. 
Vi aspettiamo.
Un abbraccio dei nostri,
Fitz

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